VERONA-RONCO ALL’ADIGE

Pellegrini come Robin Hood

Eccoci: la Verona-Venezia.
Prima tappa del cammino primaverile dei Rolling Claps.
Al via Timbalero e Mulo Messner che, dopo una rilassante e quasi insonne notte al suono del roncador borracho e solitario ed una parca prima colazione al confortevole The Hostello, si dirigono alla stazione a recuperare Salvacagoje e ‘O Pecouxino.
Seconda colazione. Ormai è tradizione.
La prima parte di cammino si svolge tra piccole case e villette, alcune case coloniche in semi abbandono, fossili guida di un’epoca preziosa ma perduta.
Poi capannoni, i timori che avevamo prima della partenza si concretizzano, strade chiuse, enormi parcheggi, sovrappassi, tangenziali, autostrade. Asfalto. È periferia pre-post industriale. Non c’è spazio per i viandanti. Non c’è spazio per la viandanza e ciò che porta con sé.
Finalmente raggiungiamo la ciclovia dell’Adige. Sarà per noi strada maestra. Incredibilmente la famosa e fondamentale app I-sete funziona! Riusciamo a ricaricare le borracce ad una fontanella pubblica. La cosa non si ripeterà più nei successivi 28 Km, ma a questo siamo tristemente e assetatamente abituati.
D’ora in poi cammineremo con l’Adige alla nostra sinistra. L’area golenale è di buon interesse naturalistico. Pioppi, salici, platani, ontani. Picchi, germani, cormorani, usignoli. Alla nostra destra la campagna coltivata. Coltivata in modo da porre notevoli domande sulla reale sostenibilità del cibo. Meli, fragole, asparagi, zucchine. Serre, plastica, fertilizzanti, erbicidi, insetticidi. Inevitabile pensare a Pollan e a tutti quelli che negli ultimi anni si sono interrogati sul cibo e suoi suoi valori e disvalori.
Il sole ormai è alto in cielo. La temperatura fiacca il passo dei viandanti. Timbalero arretra per registrare un nota vocale, che spiega il nostro cammino ed il nostro camminare, che potrete ascoltare su Radio Francigena. Le pause sono d’obbligo con questo caldo, ma le siepi, così importanti ai tempi di Robin Hood, non sono contemplate in questo modello di agricoltura, solo dopo ore troviamo un po’ di ristoro all’ombra di un gelso resistente.
Il diavolo tentatore ci invia una missiva con promesse di dionisiaco ristoro e ludico intrattenimento e ci esorta ad accelerare il passo. Noi cominciamo a sentire il peso dei chilometri e del primo gran caldo della stagione. Non acceleriamo, non possiamo. Ma non tutti, bang sonico, Pe può e va. Ci ricongiungiamo, al piccolo hotel che ci ospiterà questa notte, con tutti i Claps che cammineranno anche domani.

Come l’anno scorso qui raccontiamo tappa per tappa il nostro cammino per Radio Francigena 🙂

Prima tappa – 20 aprile – Da Verona a Ronco dell’Adige

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