Luigi
Sono un viandante, o perlomeno tento di esserlo. Cammino perché, camminando, oppongo l’umano al disumano. Passo il tempo a formulare ipotesi sul mondo in cui vivo. Alcune le ho formulate in dei libri di versi e, negli ultimi anni, in due libri in prosa: Alzati e cammina e Viandanza.
www.nacciluigi.wordpress.com

 

 

 

 

 


Furio

Nato a Roma nel ’75, ha vissuto nella bassa friulana, poi si è trasferito a Trieste, dove si è laureato in ingegneria. Per diversi anni ha corso i 400 metri, poi ha conosciuto “Gli Ammutinati” e si è dato alla poesia. Ha imparato a camminare ad appena 1 anno e da allora non si è mai fermato. Detto “Il Timbalero”.

 

 

 

 

 


Luiz

Nato a Parede, paese fondato nel 1911, da fervorosi repubblicani, un anno dopo alla caduta della monarchia in Portogallo. L’anno successivo alla mia nascita usciva negli Stati Uniti On the road di J. Kerouac, il che lasciava sperare bene per il bambino nato in piena beat generation. Bummmm! Letto il libro nei primi anni settanta e da allora, la frenesia del muovermi, e muovermi a piedi, iniziò. Terzo di nove fratelli e fedele alla tradizione fiabesca, lasciai molto presto la casa materna per andare a correre il mondo in cerca di avventure. Di avventura in avventura, accumulai alcuni zaini, alcune migliaia di libri, mi ritrovai circondato dalla mia compagna, due figlie, diverse pecore, cani, i gatti che ogni volta devono scendere a patti con il cane di turno, tutto questo sul lago di Como. “I was standing on the hot road underneath an arc-lamp with the summer moths smashing into it when I heard the sound of footsteps from the darkness beyond, and lo, a tall old man with flowing white hair came clomping by with a pack on his back, and when he saw me as he passed, he said, “Go moan for man,” and clomped on back to his dark. Did this mean that I should at last go on my pilgrimmage on foot on the dark roads around America?

Detto “O Pé Coxinho”.
 

Giovanni

Pugliese di nascita e trapiantato in Friuli. Lavoro da più di 10 anni per l’Università di Trieste, dove mi occupo con passione di orientamento al lavoro e di placement. Mi sento una persona fortunata, perché nella vita non mi è mancato nulla. Ma ogni tanto mi lamento, per precauzione. Mi piace ascoltare, perché penso che chiunque abbia qualcosa da raccontare.
Detto Buco, ho scoperto di amare il cammino grazie ai Rolling Claps.

 


Nicola
È e fa il fotografo, è (da poco) guida naturalistica ma (purtroppo) non la fa (non ancora). La sua religione gli impedisce di redarre autobiografie esaustive.

 

 

 


 
Valeria
Originaria dall’onirica campagna di un paesino della bassa friulana, ho trascorso molti anni tra Trieste e il mio paese natale vivendo e osservando gli aspetti contaddittori ma interessanti delle due zone. Rapita dalla magia del Carso, ho trovato delle verità in un ventoso paesino nel versante sloveno, dove attualmente vivo. Sono mamma di due creature che mi stanno insegnando tanto. Mi ritengo una persona molto fortunata. Una fortuna è anche stata trovare i Rolling Claps, che hanno dato consapevolezza a una viandanza che non sapeva di essere cammino, e che hanno dato un senso a un cammino in compagnia. Camminando non ho raggiunto niente, ho abbandonato tanto, lasciato il superfluo, mi sono riavvicinata all’essenziale. Cammino perchè andando in orizzontale mi unisco col verticale. Detta “Salvacagoje”
 
 
 

Federica
Sono emiliana, nata a Modena, trapiantata a Trieste con il sogno di proseguire gli studi come biologa. Ora sono una biologa marina presso un centro di ricerca triestino, amo il mare, il Golfo e la sua città. Ho sempre macinato chilometri per viaggiare ma in aereo, prima volta che imparo a “camminare”. Metter un passo dopo l’altro e osservare il paesaggio che cambia, lentamente, è un modo per assaporare la natura che ti circonda e placare il mio stato d’animo sempre un po’ irrequieto.
 
 
 
 

Alberto

Il cinque di settembre 1967 per la prima volta ho dato un’occhiata a quello che c’era intorno.
Sono mediamente felice, da quel momento.
Mi occupo di persone, insieme ad altre persone.
Osservo a lungo.
Attendo molto.
Cammino.
Cerco di perdermi.
 

 


Giammaria

Sono toscano e vivo a Roma. Ogni mattina cammino di corsa per arrivare in tempo alla scuola dei miei figli. Da quando i profumi e i sapori dell’America latina mi hanno innamorato ho imparato a camminare in spagnolo, prima con la mia compagna, poi con Mila e Argo. Quando finalmente mi siedo cerco di mettermi a scrivere, e da qualche anno mi divido tra una rivista pensierosa e una scuola di inglese per bambini. Quando invece mi alzo dalla sedia, mi svago improvvisando ricette che amoreggiano con i sapori e i profumi di cui sopra. Quando riesco a dormire, invece, non so bene se cammino o no. Anche se i sogni non si fanno mai da fermi. 

Detto Grappapparte, questa è la sua terza volta verso Venezia.